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Natale con chi vuoi? DPCM e dintorni…quando il software Gis svela gli arcani

di: Ferdinando Maria Musto *

Sono da poco trascorse le vacanze natalizie, e ciò di cui ci siamo subito resi conto è che non sono state uguali alle precedenti. L’invadente presenza del Covid-19, il virus onnipresente diventata ormai una costante della nostra quotidianità, ha determinato le scelte del governo in merito alle condotte dei cittadini, specialmente nel periodo festivo. I già noti rischi sanitari legati alla pandemia di Coronavirus sono stati quindi associati ad un piano d’attacco esclusivo per le feste, che ha previsto delle linee guida esposte (come di consueto) tramite i sempiterni DPCM che spuntano ormai come funghi. L’ultimo disposto è stato quello risalente al 18 dicembre 2020, il 172esimo, strettamente legato alla limitazione della diffusione del virus nel periodo di Natale. Come se non bastasse questo nemico invisibile, che già da un anno gestisce la nostra vita, ha deciso di creare disagi anche in un momento intimo e familiare come quello natalizio, costringendo parenti e amici a contatti fisici fugaci se non assenti. È stato davvero così? Il nuovo DPCM ha soddisfatto le attese e limitato fattivamente i contagi? Come recita il proverbio, facta lex inventa fraus (fatta la legge, trovato l’inganno!). Secondo la suddetta direttiva, tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata della stessa regione, solo una volta al giorno, tra le 5 di mattina e le 22 di sera. La mobilitazione è inoltre concessa solo a due persone per volta, ulteriori rispetto a quelle che convivono con il nucleo familiare a cui si sceglie di far visita. Sono esclusi i minori di 14 anni sui quali i due soggetti di cui sopra esercitano potestà genitoriale, le persone disabili e i conviventi non autosufficienti. fig1nNella fattispecie il provvedimento asserisce che: nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020e il 4 gennaio 2021 dovranno essere applicate le misure di cui all’articolo 2 del medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020, ma sono altresì consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.Concretamente cosa significa tutto ciò? In base all’analisi condotta con l’efficiente software Gis (geographic information systems), sono emersi risultati interessanti circa il reale effetto che le disposizioni normative appena esposte hanno prodotto. Attraverso la creazione di mappe choroplet(per facilitare l’interpretazione dei dati) è stato possibile esaminare le informazioni alla luce dei fenomeni scaturenti. Tramite la razionalizzazione dei dati ISTAT,spaziali/geografici, e la conseguente disamina di quelli demografici, (reperibili sul sito ufficiale), ed usufruendo delle potenzialità del software Gis che opera mediante geo-algoritmi, è stato possibile ottenere un quadro chiaro relativo a queste disposizioni.Uno dei primi algoritmi impiegati, estrai elementi per attributi,ha permesso di evidenziare tutti i comuni presenti in Italia e tramite delle regole è stato possibile evidenziare i comuni con una popolazione minore o maggiore di 5000 abitanti. Fig. 1
In Italia è rappresentata da 7904 comuni di cui 5496 hanno meno di 5.000 abitanti e rappresentano il 69.53 %. Esaminando la Regione Campania, le cartine tematiche che seguono mostrano come la regione Campania sia costituita da ben 551 comuni su un totale di 8094 presenti in Italia (circa il 7 %), con una densità abitativa ripartita in cinque province. Fig 2 - 3

fig2n

Grazie all’algoritmo citato in precedenza, è stato possibile filtrare i comuni campani che presentano meno di 5.000 abitanti, mentre le circoscrizioni comunali che presentano più di 5000 abitanti per il territorio della Campania (Fig.4) risultano avere le seguenti caratteristiche:

  • 340 comuni su un totale di 551 (circa il 62 %);
  • coprono circa il 25.40 % della superficie del territorio campano;
  • sono abitati da circa 686913 di persone, circa il 12 % della popolazione complessiva

Nella tabella si riportano i risultati dell’analisi statistica dei dati per provincia

 

Provincia

Superficie
(Kmq)

Numero Comuni

Popolazione

Densità abitativa

(ab/kmq)

Avellino

2785.670

119

395020

141,80

Benevento

2069.357

78

275384

133,08

Caserta

2637.756

104

915549

347,09

Napoli

1170.022

92

3048194

2605,25

Salerno

4917.928

158

1063995

216,35


In seguito poi è stato adoperato l’algoritmo calcolatore di campi, il quale ha permesso di selezionare gli attributi desiderati per ogni provincia e per ogni comune con popolazione inferiore ai 5000 abitanti (di seguito tabellati):

fig3n

 

Provincia

Numero Comuni

Popolazione Totale

Superficie

(Kmq)

Densità abitativa

(ab/kmq)

Avellino

101

203952

2097.131

97,25

Benevento

71

160800

1754.569

91,65

Caserta

49

99420

1261.986

78,78

Napoli

10

31962

45689

0,70

Salerno

109

190779

3000.483

63,58


Ma dove si può arrivare con un raggio di 30 Km?

Come recita il decreto, un’altra discriminante fondamentale per gli spostamenti è quella relativa ad un’area d’influenza di 30 km. Nel DPCM non è ben specificato da dove comincino questi teorici 30 km, ma è noto che è stato stabilito un confine amministrativo per ogni provincia con meno di 5000 abitanti. Dichiarare che è consentito lo spostamento per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini significa in linea di massima creare un perimetro di 30 km dal confine comunale (e quindi in termini di distanza aerea).

Al fine di fare chiarezza, è stata realizzata un’area Buffer di 30 km sui comuni con popolazione<= 5.000, spezzando topologicamente con il limite regionale e sottraendo il limite dei capoluoghi di provincia. A questo punto mi sono chiesto: quanti comuni rientrano in questo Buffer da 30 km?

Effettuando lo spatial analysis, limitato alla regione Campania, si è ottenuto che il comune che ha la possibilità di raggiungere più comuni è Sperone (251) in provincia Avellino (Fig. 5); mentre il comune che può raggiungere il minor numero di comuni è Serrara Fontana (17) in provincia di Napoli (Fig.6).

fig4n

Estendendo l’analisi alle cinque province si ha:

 

 

Avellino

Benevento

Caserta

Napoli

Salerno

Numero massimo di comuni raggiungibili

Monteverde

251

Castel Venere in Val Fortore    

107

Galluccio

117

Serrara Fontana

17

San Giovanni
a Piro
55

Numero minimo di comuni raggiungibili

Sperone

81

 Moiano                   238

Cervino              219

Visciano                    242

Calvanico                  175


Dai  comuni evidenziati, nella tabella, si può andare verso gli altri comuni rientranti nel raggio di 30 km, ma il dubbio si pone quando ci si domanda se ci si possa spostare attraversando le aree di capoluogo ricadenti all’interno dei 30 km.

In altre parole, si sa che il limite dei singoli confini comunali non sancisce un parametro univoco e preciso, ed è qui che sorge il problema. La percezione delle distanze diventa opinabile e soggettiva quando si iniziano ad usare espressioni facili da fraintendere come “nel raggio di”, o quando ci si rifà alle riproduzioni di un grafo stradale. Quella distanza, una volta calcolata, risulta non essere trascurabile. Grazie ai dati raccolti e all’analisi Gis svolta in questa sede è stato possibile delineare un quadro pressoché illuminante sulla questione relativa al decreto in base agli spostamenti tra comuni/province nel caso della Regione Campania (presa in esame). Ciò che tuttavia desta maggiore preoccupazione sono le carenze che il DPCM ha prodotto nella sua implementazione, dal momento che risultano palesi numerose incongruenze. Come abbiamo visto esistono comuni che nel raggio di 30 km riescono a raggiungere non solo tantissimi altri comuni, favorendo ulteriori contatti (e quindi contagi!), ma possono anche arrivare fino ai capoluoghi di provincia, non previsti negli spostamenti. Questo per chiarire che occorrerebbe rivedere le specifiche del decreto, in quanto una tale poliedricità di interpretazioni, specialmente se confutata dalle analisi topografiche, consente una sorta di “via libera” per chi volesse raggiungere un qualsiasi luogo conformemente ai termini previsti dalle direttive del governo. Un appello però non va esclusivamente ai poteri centrali, che rivedano con attenzione le regole da emendare, ma anche ai cittadini e al loro buon senso. Il Covid è una minaccia da cui bisogna difendersi, pertanto la prudenza nelle azioni non è mai troppa e non bisogna assolutamente approfittare di queste lacune nelle regolamentazioni. Resta sempre il monito di evitare uscite e gite fuori porta non necessarie, allo scopo di far diminuire i preoccupanti numeri della pandemia. Una questione prima di coscienza sociale…e poi di Legge!


 * Responsabile del laboratorio applicativo e sperimentale per l'assetto e la salvaguardia del territorio "GEOLAB" del Centro LUPT "Raffaele D'ambrosio"; Esaminatore GIS AICA / ECDL.

Riferimenti:

  • Burrough P.A. (1986), Principles of Geographical Information System for Land ResourcesAssessment, Oxford University Press, Oxford.
  • Ferdinando Maria Musto (2019), I Sistemi Informativi Terrotoriali nelle Pubbliche Amministrazioni, Pubblicato su EuroIdee - Pensa europeo, (ri)costruiamo l'Europa - ISSN 2611-9390
  • Ferdinando Maria Musto (2020), Coronavirus - L’Equazione del Rischio può fornire delle risposte,

   Pubblicato su EuroIdee - Pensa europeo, (ri)costruiamo l'Europa - ISSN 2611-9390

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