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United Nations Global Compact

di: Isabella Martuscelli *

Nel settembre 2016, con la Dichiarazione di New York, è stato dato impulso dai paesi membri dell’ONU alla governance multilaterale delle migrazioni per i rifugiati e i migranti

mediante la riaffermazione di un patto globale che è stato adottato, nella conferenza intergovernativa del 10 e 11 dicembre 2018 a Marrakech, in Marocco, dopo 18 mesi di colloqui (1).
Alla Conferenza molte sono state le defezioni tra le quali Austria, Australia, Bulgaria, Cile, Croazia, Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Estonia, Ungheria, Italia, Israele, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Svizzera non hanno partecipato alla conferenza internazionale né hanno firmato l’accordo oltre agli Stati Uniti che già nel dicembre del 2017 avevano annunciato che non avrebbero partecipato ai negoziati.
Con una risoluzione adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 6 aprile 2017, sono state stabilite le modalità e le scadenze per la firma del patto (2).
Si legge nella Dichiarazione di New York “stiamo assistendo nel mondo di oggi a un livello senza precedenti di mobilità umana. Più persone che mai prima d’ora decidono di vivere in un paese diverso da quello in cui sono nati. I migranti sono presenti in tutti i paesi in il mondo […] Nel 2015 il loro numero ha superato i 244 milioni, tuttavia ci sono circa 65 milioni di sfollati forzati tra cui oltre 21 milioni di rifugiati, 3 milioni di richiedenti asilo e oltre 40 milioni di sfollati interni” (3)
“Il Global compact for safe, orderly and regular migration”, detto anche Global compact per l’immigrazione è un documento, firmato da molti paesi e promosso dalle Nazioni Unite il quale, recependo l’urgenza di realizzare un sistema internazionale per la gestione delle migrazioni, stabilisce delle linee guida a livello internazionale al fine di realizzare una “migrazione sicura, ordinata e legale” sia per i migranti che richiedono una protezione umanitaria sia per coloro che necessitano soltanto di assistenza.
Nel patto viene riconosciuto che “le migrazioni fanno parte dell’esperienza umana nel corso della storia e che sono una fonte di prosperità, innovazione e sviluppo sostenibile nel nostro mondo globalizzato e che questi impatti positivi possono essere ottimizzati migliorando la governance della migrazione”.
“La migrazione è una realtà globale, che nessun paese può affrontare da solo. Richiede pertanto soluzioni globali e condivisione della responsabilità globale, basata sulla cooperazione internazionale. Il Global Compact on Migration mira a promuovere la cooperazione internazionale stabilendo principi guida e fornendo un quadro politico multilaterale. Affronta la complessa natura della migrazione internazionale affrontando un’ampia gamma di aspetti legati alla migrazione, come la gestione delle frontiere, il traffico e la tratta di esseri umani, la documentazione dei migranti, il rimpatrio e la riammissione nonché le diaspore e i rimpatri (4)”.
Vi sono state azioni in tal senso nel quadro di accordi bilaterali e multilaterali di collaborazione tesa all’accoglienza ma, fino ad oggi, non esisteva uno strumento di cooperazione organica multilaterale.
Sebbene il Patto, i cui contenuti sono nell’allegato II della Dichiarazione di New York, rappresenta una piattaforma non vincolante per i paesi sottoscrittori tuttavia sarà un impegno politicamente vincolante idoneo ed ispirare anche scelte istituzionali dei vari paesi.
I principali problemi che ostano attualmente alla realizzazione di un sistema ordinato di accoglienza dei migranti sono rappresentati dalla disomogeneità dei flussi cioè costituiti sia da rifugiati politichi che da migranti bisognosi solo di assistenza sanitaria ed economico-sociale nonchè da migranti che vogliono migliorare la loro qualità di vita socio-economica (c.d. migranti economici).
L’impossibilità di scegliere nell’accoglienza un’immigrazione selezionata (c.d. immigration choisie) sta creando una grande diversità nelle politiche migratorie dei vari paesi e l’inefficienza delle azioni dei governi che sono orientati ad una logica prevalente di contenimento del fenomeno migratorio laddove sarebbe necessaria una strategia condivisa di gestione dei flussi migratori nell’ottica dell’accoglienza e della mobilità .
All’uopo, al p. 4 del documento le due posizioni vengono nettamente distinte “rifugiati e migranti hanno diritto agli stessi diritti umani universali e libertà fondamentali tuttavia migranti e rifugiati sono gruppi distinti, regolati da sistemi legali differenti. Solo i rifugiati hanno diritto a una specifica protezione internazionale definita dalle norme internazionali sui rifugiati”. Pertanto, si riconosce il diritto degli Stati di stabilire una propria politica migratoria a livello nazionale ed esercitare la propria prerogativa di regolare la migrazione all’interno del proprio territorio, nel rispetto delle regole di diritto internazionale distinguendo lo status di migrante.
Tra i 23 obiettivi del documento, si legge che “dobbiamo lavorare insieme per creare condizioni che consentano a comunità e individui di vivere in sicurezza e dignità nei loro Paesi; dobbiamo salvare vite umane e tenere i migranti al riparo dai pericoli; dobbiamo mettere i migranti in grado di diventare membri a pieno titolo delle nostre società, evidenziarne i contributi positivi e promuovere l’inclusione e la coesione sociale; dobbiamo generare maggiore prevedibilità e certezza per gli Stati, le comunità e i migranti”.
Le finalità perseguite sono quelle di raccogliere informazioni accurate e tempestive in tutte le fasi della migrazione, utilizzare dati precisi come base per politiche fondate sulla conoscenza dei fatti, “ridurre al minimo i fattori negativi e i fattori strutturali che costringono le persone a lasciare il loro paese d’origine, garantire che tutti i migranti possano provare la propria identità e abbiano documenti adeguati, migliorare la disponibilità dei percorsi per la migrazione regolare, salvaguardare le condizioni che garantiscono un lavoro dignitoso e investire nello sviluppo delle competenze, “affrontare e ridurre le vulnerabilità nella migrazione, salvare vite umane e intraprendere sforzi internazionali coordinati per i migranti dispersi, rafforzare la risposta transnazionale di contrasto al traffico di migranti nel contesto della migrazione internazionale”.
Tra gli obiettivi sono considerati altresì quelli di una gestione integrata, sicura e coordinata dei confini e l’assistenza e la cooperazione consolare in tutto il ciclo migratorio, il rafforzamento delle procedure per la migrazione per operare le opportune selezioni, valutazioni e attività di orientamento agevolando le condizioni di assunzione e tutele giuste ed etiche.
Il Global Compact afferma il diritto degli stati di definire in piena autonomia la propria politica migratoria nazionale e la prerogativa di governance della migrazione all’interno del loro territorio nel rispetto delle regole del diritto internazionale. “Il Global Compact sulla migrazione non comporta alcun trasferimento o restrizione dei diritti nazionali diritti sovrani o competenze. Non è un accordo internazionale e pertanto non avrà alcun effetto giuridico sui sistemi giuridici nazionali e non ne derivano nemmeno obblighi. Il Global Compact non può inoltre modificare la ripartizione delle competenze tra l’Unione europea e i suoi Stati membri (5)”.
Sotto il profilo dell’integrazione nei paesi di accoglienza, il documento prevede di “fornire ai migranti l’accesso ai servizi di base, di mettere i migranti e le società in condizione di realizzare la piena inclusione e la coesione sociale” eliminando ogni forma di discriminazione e promuovendo “un discorso pubblico basato su fatti e prove per plasmare la percezione della migrazione” e “creare le condizioni affinchè i migranti possano contribuire pienamente allo sviluppo sostenibile in tutti i Paesi, in coerenza con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile in cui “gli Stati membri si impegnano a cooperare a livello internazionale per facilitare una migrazione sicura, ordinata e regolare (6) ”.
Ed infatti, in Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, è stato riconosciuto espressamente “il positivo contributo dei migranti alla crescita inclusiva e allo sviluppo sostenibile. Il nostro mondo è un migliore posto per quel contributo. I vantaggi e le opportunità di una migrazione sicura, ordinata e regolare sono sostanziali e spesso sottostimati. Dislocazione forzata e migrazione irregolare in grandi movimenti, d’altra parte, spesso presentano sfide complesse (7) ”.
Infine, si legge nell’Accordo che occorre “cooperare nel facilitare il ritorno sicuro e dignitoso e la riammissione, nonchè il reinserimento sostenibile” con “la portabilità dei diritti previdenziali e delle prestazioni maturate” e “rafforzare la cooperazione internazionale e i partenariati globali per realizzare una migrazione sicura ordinata e regolare”.
“Il Global Compact definirà una serie di principi, impegni e intese tra Stati membri delle Nazioni Unite in materia di migrazione internazionale in tutte le sue dimensioni ed è un contributo importante alla governance globale e al miglioramento del coordinamento sulla migrazione internazionale. Presenterà un quadro per una cooperazione internazionale globale su migranti e uomini e mobilità, affronterà tutti gli aspetti della migrazione internazionale, compresi gli aspetti umanitari, sviluppo, diritti umani e altri aspetti della migrazione" (8).
Si auspica che l’occasione offerta ai paesi per iniziativa dell’Onu non venga tralasciata ma sfruttata in tutte le sue potenzialità dagli stati sottoscrittori o che aderiranno in un prossimo futuro, al fine di realizzare una cooperazione a livello internazionale che possa garantire una migrazione sicura, ordinata e regolare nel pieno rispetto dei diritti umani dei migranti.


* Prof. Aggregato Università degli Studi di Napoli “Federico II” - Responsabile Scientifico dell’Osservatorio permanente sulle politiche europee per la coesione economica e sociale del Centro Interdipartimentale “Raffaele d’Ambrosio” LUPT

(1) Il segretario generale Onu, Antonio Guterres, l’ha definita “una roadmap per evitare sofferenze e caos.
(2) Resolution adopted by the General Assembly on 6 April 2017, International Organization for Migration.
(3) Outcome document for 19 September 2016 high level meeting to address large movements of refugees and migrants”, 29.07.2016.
4) European Commission,“What is the global compact fir safe, orderly and regular migration?” Brussels, 14 November 2018.
(5) V. European Commission “What is the global compact fir safe, orderly and regular migration?” Brussels, 14 November 2018.
(6) V. Obiettivo 10.7 “gli Stati membri si impegnano a cooperare a livello internazionale per facilitare una migrazione sicura, ordinata e regolare”.
(7) V. “Outcome document for 19 September 2016 high level meeting to address large movements of refugees and migrants”, Assemblea Generale dell’ONU, 29.07.2016.
(8) V. “Outcome document for 19 September 2016 high level meeting to address large movements of refugees and migrants”, 29.07.2016, Annex II, p.1.2, Assemblea Generale dell’ONU.

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