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Un nuovo modello innovativo per la Rete Europe Direct

di: Guglielmo Trupiano *

Le nuove iniziative, elaborate dalla Unione Europea finalizzate al rafforzamento delle politiche per i giovani, per l’istruzione e la cultura, rappresentano uno spunto, estremamente significativo, per sperimentare

un nuovo modello organizzativo e funzionale per la Rete Europe Direct. Un nuovo modello che si fondi su di un rapporto organico, sistemico, permanente fra Scuola e Università all’interno della Rete degli Edic. Un modello di rete, che sviluppi iniziative comuni, elabori programmi e progetti per gli studenti universitari e delle Scuole secondarie all’interno di una “vision” unitaria e che faccia del rapporto fra Atenei e Istituti Scolastici un vero e proprio “volano di sviluppo” per i territori interessati e per le comunità locali. In una fase come l’attuale, in cui l’euroscetticismo va acquisendo quote crescenti delle opinioni pubbliche in Europa, in cui questioni come le politiche monetarie, l’immigrazione, la sicurezza sembrano monopolizzare l’attenzione della cittadinanza europea e fare da freno allo stesso processo di integrazione europea, occorre riprendere, con forza e con coesione, il percorso verso una Europa democratica, partecipata, vissuta come un fattore di sviluppo e di innovazione, anche sotto un profilo più strettamente istituzionale. Quali Soggetti Pubblici, se non le Università e gli Istituti Scolastici, possano rispondere a questa sfida, disponendo di un capitale umano rilevantissimo e di elevato valore come docenti, tecnici, amministrativi e dirigenti che quotidianamente sanno dare risposte alle tante esigenze dei territori, delle comunità locali, dei Soggetti Pubblici e Privati che ogni giorno interagiscono con Università ed Istituti Scolastici. Scuole e Università, al pari di Comuni, sono le istituzioni con maggiore prossimità alla cittadinanza europea e dalla loro azione, meglio ancora se coordinata e finalizzata su azioni-obiettivo comuni, possono scaturire effetti positivi e virtuosi all’interno dei processi di coesione economica, sociale e territoriale. Inoltre Università ed Istituti Scolastici dispongono di un ulteriore capitale umano, dall’immenso valore strategico per tutte le politiche pubbliche e per il rafforzamento del processo di integrazione europea: gli studenti delle scuole e delle università, le nuove generazioni che possono raccogliere il testimone di una Europa unita, integrata, coesa socialmente, economicamente e territorialmente, di una Europa vissuta consapevolmente dai propri cittadini come elemento di pace, di giustizia, di libertà, di cooperazione a livello mondiale. Occorre un nuovo protagonismo da parte degli Atenei e delle Scuole per dare vita ad una cooperazione virtuosa fra loro e con gli altri Soggetti che animano il territorio, una cooperazione sui tanti temi propri dell’Europa unita, che faccia del capitale umano in loro dotazione, docenti, studenti, personale e dirigenti un fattore innovativo per lo sviluppo dei territori e per la costituzione dell’Europa unita da basso, attraverso la partecipazione attiva e consapevole di migliaia di attori e protagonisti del mondo della scuola e dell’Università.

La Commissione europea dispone di una rete informativa e di servizio in tutti i paesi dell’Unione; i Centri Europe Direct sono antenne per l’informazione sulle tematiche europee, sui programmi e sulle opportunità che l’Unione offre alla cittadinanza europea, sono strutture nate per avvicinare l’Europa ai cittadini, alle loro aspettative, ai loro bisogni. Il Centro Europe Direct “Maria Scognamiglio”, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, opera dal 2013 e per il triennio 2018-2020 svolge attività per Napoli e area metropolitana, per Benevento ed Avellino e le rispettive provincie. Da quest’anno il Centro Europeo alla attività della sede principale funzionante presso il Centro Interdipartimentale “Raffaele d’Ambrosio” L.U.P.T. dell’Ateneo federiciano e di quella beneventana rappresentata dall’Università degli Studi del Sannio, ha unito l’attività della sezione avellinese rappresentata dall’Istituto “Alfredo Amatucci”, Istituto professionale per l’industria, l’artigianato e i servizi di Avellino. Inoltre, all’interno dell’area metropolitana di Napoli è in atto il percorso finalizzato alla costituzione di ulteriori due sezioni, la sezione metropolitana di Napoli 1 rappresentata dall’Istituto Tecnico Industriale “Renato Elia” di Castellammare di Stabia e la sezione metropolitana di Napoli 2 rappresentata dall’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Vilfredo Pareto” di Pozzuoli. Ulteriori sezioni territoriali relativamente all’area metropolitana di Napoli ed alla provincia di Salerno, saranno individuate e costituite nei prossimi mesi. Così si darà vita ad una rete-corta, radicata nel territorio, aperta al contributo di altri partner pubblici e privati, espressione diretta delle comunità territoriali e della cittadinanza europea locale, fondata sugli Atenei federiciano e sannita e su un insieme di istituti scolastici che trasferiranno valore al territorio dall’impiego coordinato e programmato del proprio capitale umano, attivando iniziative per l’animazione territoriale, per la partecipazione democratica, per la lotta alle devianze ed alla criminalità organizzata, per la salvaguardia dell’ambiente, per la rivitalizzazione delle aree urbane degradate. L’elezione del Parlamento europeo del 2019 deve rappresentare una opportunità per il rilancio del “sogno europeo” e per la ripresa del processo di integrazione e di costruzione dell’Europa dal basso verso l’alto, facendo sentire, attraverso il protagonismo di Scuola e Università, le Istituzioni e gli Organismi europei realmente vicini ai cittadini.


 * Direttore del Centro Europe Direct “Maria Scognamiglio” LUPT dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

Redazione EuroIdee

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