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Strumenti per i professionisti per migliorare la valutazione del rischio biomeccanico

di: Guglielmo Trupiano *

Riflessioni a margine di un interessante seminario - Il 10 aprile di quest’anno, si è tenuto presso il Centro di Formazione e Sicurezza

(CFS Napoli) di Via Leonardo Bianchi, un interessante e affollato seminario su quelli che sono gli strumenti per i professionisti finalizzati al miglioramento della valutazione del rischio biomeccanico. Il seminario, organizzato dal CONTARP INAIL della Campania, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli e dal Centro Interdipartimentale di Ricerca “Raffaele d’Ambrosio” LUPT dell’Università Federico II, ha avuto lo scopo di mettere a disposizione dei professionisti che operano nel campo della sicurezza e della prevenzione, una guida per la selezione delle metodologie osservazionali finalizzate alla valutazione dei rischi derivanti dalla movimentazione manuale dei carichi e dei movimenti ripetitivi.
Con questi strumenti i professionisti interessati sono messi nelle condizioni di individuare al meglio le condizioni e gli elementi che attivano il rischio nel determinarsi dei disturbi di carattere muscolare e scheletrico derivanti dalle mansioni lavorative poco standardizzate e di forte intensità lavorativa.
Il seminario ha rappresentato l’occasione concreta per diffondere i risultati e la “suite software” per la valutazione del rischio scaturiti dalla realizzazione del progetto AERMES App for Ergonomic Risk Methods Selection, cofinanziato dalla Direzione Regionale dell’INAIL e realizzato dal Centro “Raffaele d’Ambrosio” LUPT in collaborazione con CONTARP INAIL Campania e con l’ISTITUTE FOR SUSTAINABLE SOCIETY AND INNOVATION – ISSNOVA.
I risultati della ricerca sono stati presentati, nell’intervento centrale dell’interessante seminario dall’Arch. Gabriella Duca del Centro “Raffaele d’Ambrosio” LUPT e presidente ISSNOVA, che ha illustrato alla folta platea di professionisti ed addetti ai lavori, la “suite software” AERMES. Nella sua relazione l’Arch. Duca ha ribadito che i metodi osservazionali per la valutazione del rischio biomeccanico sono particolarmente diffusi perché poco costosi e molto flessibili; al tempo stesso, però, questi restituiscono una misura affidabile dei rischi soltanto in presenza di condizioni specifiche di svolgimento dei compiti, di caratteristiche dell’ambiente fisico e di organizzazione delle attività.
Tanto premesso, secondo l’Arch. Duca, il progetto AERMeS – App for Ergonomic Risk MEthods Selection ha inteso affrontare il problema di individuare il metodo o più metodi che offrano gli indicatori per descrivere adeguatamente il compito da valutare. Infatti, maggiore è il numero di fattori di rischio a cui si viene esposti, maggiore è la probabilità di incorrere in disturbi muscolo-scheletrici, pertanto è importante non solo considerare i tempi di esposizione a tali fattori ma anche far sì che tutti i fattori presenti vengano valutati nel loro insieme. L’Arch. Duca ha precisato che lo sviluppo di AERMeS si è basato su una “analisi di sensitività” di 25 metodi di valutazione ricorrenti nella letteratura tecnico-scientifica, condotta verificando il numero di indicatori presenti in ciascun metodo, connessi ai seguenti macrofattori di rischio: movimenti ripetuti, posture incongrue, esercizio di forza, postura fissa prolungata, pressioni dirette, vibrazioni, ambiente fisico, organizzazione, fattori personali. Come esito “dell’analisi di sensitività”, sono stati selezionati i 12 metodi da impiegare nel software AERMeS.
A conclusione della propria interessantissima relazione, l’Arch Gabriella Duca ha affermato che la suite software AERMeS fornisce ai tecnici operanti nel settore della prevenzione una guida per la selezione del metodo o dei metodi osservazionali più adeguati per valutare i rischi connessi alla movimentazione manuale dei carichi e i movimenti ripetitivi, così da migliorare la loro capacità di individuare le condizioni che determinano il rischio dell’insorgenza dei disturbi muscolo-scheletrici nelle mansioni lavorative “labour-intensive” e poco standardizzate. Ugualmente interessanti, seguite attentamente dal folto uditorio, sono state le relazioni degli altri intervenuti, tra cui Raffaele d’Angelo, Coordinatore CONTARP INAIL Campania (L’impatto sociale del rischio biomeccanico), Sonia Marino, di INTECRONOMIA e Società Italiana di Ergonomia (Ergonomia e valutazione dei rischi nelle mansioni poco standardizzate), Paola Nisticò, Commissione Sicurezza Ordine degli Ingegneri di Napoli (La varietà di genere nella valutazione dei rischi), Luca Murone di X-CROWD Srl (Il caso studio della valutazione del rischio biomeccanico per la mansione di flight istructor pilota droni.
La chiusura dei lavori è stata fatta dall’Ing. Carlo De Sterlich, coordinatore della commissione sicurezza dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Napoli. Prima di riportare ai lettori del Blog EUROIDEE, la sintesi del mio contributo ai lavori dell’interessante evento, ritengo opportuno svolgere una serie di rapide considerazioni su quella che è la strategia della Unione Europea in materia di salute e di sicurezza sul lavoro.
Garantire un ambiente di lavoro sano e sicuro a oltre 217 milioni di lavoratori nell'UE è senza dubbio un obiettivo strategico della Commissione europea, che opera a tale fine in stretta ed organica collaborazione con gli Stati membri, le parti sociali, i molteplici soggetti pubblici interessati e gli altri organismi dell'Unione. Partendo dal presupposto che i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori sono sostanzialmente simili in tutta l'UE, l'Unione è chiamata a svolgere un ruolo chiaro nel supportare gli Stati membri a farvi fronte in modo più efficiente e per garantire parità di condizioni in tutta l'UE.
Tale ruolo è esplicitamente riconosciuto dal Trattato, che conferisce all'Unione una competenza condivisa per incoraggiare la cooperazione tra gli Stati membri e per adottare le direttive che stabiliscono i requisiti minimi per il miglioramento dell'ambiente di lavoro, al fine di proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori 1.
Senza dubbio alcuno, prevenire i rischi e operare allo scopo di rendere il luogo di lavoro più sicuro e più sano è fondamentale non solo per migliorare la qualità e le condizioni di lavoro, ma anche per promuovere la competitività delle imprese e salvaguardando la salute dei lavoratori si ottengono effetti positivi, diretti e misurabili, sulla produttività e si contribuisce a migliorare la sostenibilità dei sistemi di sicurezza sociale. Per consentire ai lavoratori di lavorare meglio e più a lungo, è fondamentale fare opera di prevenzione degli incidenti gravi e delle malattie professionali e promuovere la salute durante tutto l'arco della vita lavorativa, sin dalla prima occupazione.
Questo per contribuire anche a controbilanciare gli effetti a lungo termine dell'invecchiamento demografico, in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. La strategia dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro ha fornito un quadro comune per il coordinamento e una prospettiva comune.
I 27 Stati membri possiedono adesso una strategia nazionale in materia di SSL, adattata al contesto nazionale e ai settori chiave prioritari. Le iniziative di sensibilizzazione svolte a livello nazionale e dell'UE hanno contribuito al rafforzamento di una cultura della prevenzione dei rischi. Nonostante la riduzione significativa del numero degli infortuni e i progressi ottenuti nel campo della prevenzione, la salute e la sicurezza sul lavoro nell'UE necessitano di ulteriori miglioramenti e di una organica “messa a sistema” degli strumenti disponibili nel campo decisivo della prevenzione 2.
Purtroppo ogni anno più di 4 000 persone muoiono a causa di incidenti sul lavoro e più di tre milioni di lavoratori sono vittima di gravi incidenti sul lavoro cui fa seguito un periodo di assenza dal lavoro superiore a tre giorni. Inoltre il 24,2% dei lavoratori ritiene che la propria salute e la propria sicurezza siano a rischio a causa del lavoro che svolge, mentre il 25% dichiara che il lavoro ha un effetto essenzialmente negativo sulla propria salute. Gli alti costi connessi alle assenze per malattie legate al lavoro sono inaccettabili e non sostenibili dal sistema produttivo e dalla stessa società. Anche i costi per la sicurezza sociale dovuti a malattie o infortuni sono troppo elevati. A questo punto del ragionamento, sorge spontanea la domanda su quali sono le sfide principali in questo campo essenziale della salute e della sicurezza sul lavoro.
Tre, sostanzialmente, sono le indicazioni di massima:
• migliorare l'attuazione delle disposizioni di legge da parte degli Stati membri, in particolare rafforzando la capacità delle microimprese e delle piccole imprese di mettere in atto misure di prevenzione dei rischi efficaci ed efficienti;
• migliorare la prevenzione delle malattie legate al lavoro affrontando i rischi attuali, nuovi ed emergenti;
• fronteggiare adeguatamente le sfide del cambiamento demografico. Nel Libro bianco della Commissione relativo alle pensioni si chiede l'allungamento della vita lavorativa al fine di mantenere i sistemi pensionistici adeguati e sostenibili. Ciò richiederà adeguate condizioni di lavoro 3.
Strettamente attinenti alla questione della necessità di migliorare a tutto l’arco della vita la partecipazione di uomini e donne alla attività lavorativa è stato il tema del mio intervento incentrato sull’esigenza di formarsi ed aggiornarsi da parte di lavoratori e lavoratrici, durante tutto l’arco della propria vita. Il processo del lifelong learning è basato sul concetto di apprendimento attivo, anche in età adulta, per essere aperti tutta la vita a nuove conoscenze, a nuove tecniche e tecnologie, a nuovi saperi e ciò per rispondere in maniera consapevole alle sfide della globalizzazione, dell’era digitale, della automazione, della computeristica, della robotizzazione ed in ultimo della intelligenza artificiale.
Il lifelong learning è dunque, in sintesi estrema, una nuova visione della formazione, nettamente distinta e distante dai parametri e dai contenuti della formazione dei lavoratori e dei professionisti propri degli anni 60 e 70. Con il lifelong learning si pone in essere un vera e propria “contaminazione” tra il patrimonio delle conoscenze acquisite attraverso la formazione e quelle prodotte nel corso delle esperienze della quotidianità. Attraverso il “lifewide learning” si va a realizzare un vero e proprio “sistema” di formazione/istruzione che abbraccia ed unifica tutti gli aspetti della vita del lavoratore e della lavoratrice. Il lifelong learning Programme LLP europeo ha riunito tutte le iniziative nel campo dell’istruzione della formazione dal 2007 al 2013 integrando tra l’altro, in un unico programma i preesistenti Socrate e Leonardo, attivi dal 1995 al 2006 4.
Con la globalizzazione in corso, è ormai ineludibile l’esigenza di curare ed aggiornare continuamente il proprio bagaglio culturale, professionale, di conoscenze e di abilità, per reggere il passo con il cambiamento e con la continua innovazione tecnologica.
Per questi motivi, seminari, occasioni di aggiornamento culturale e professionale, come quella voluta dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Napoli il 10 aprile scorso presso il Centro Formazione e Sicurezza, rappresentano momenti significativi per sapere (e potere) rispondere alle sfide della globalizzazione e della profonda ristrutturazione del mercato del lavoro indotta dalla era digitale, dalla automazione, dalla robotizzazione e dall’intelligenza artificiale. 


 * Direttore del Centro Europe Direct “Maria Scognamiglio” LUPT dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

L’art. 153 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea attribuisce alla U.E la competenza in materia di adozione delle direttive nell’ambito della sicurezza e salute sul lavoro.
2 C. MACALUSO, Il preposto nella prevenzione degli infortuni tra individuazione, responsabilità e formazione, EPC Libri.
3 Il libro bianco dedicato dalla U.E. alla problematica delle pensioni, presentato a Bruxelles il 16/02/2012, in concomitanza con l’Anno europeo dell’invecchiamento cattivo, delinea un piano nel quale si disegna il futuro dei sistemi pensionistici nei Paesi dell’Unione, piano basato sull’ampliamento della partecipazione di uomini e donne alla attività lavorativa durante tutto l’arco della vita e sulla sicurezza del risparmio destinato al sistema della previdenza a carattere integrativo.
4 Il Programma di apprendimento permanente europeo, permette la realizzazione di attività formative durante tutto l’arco della vita, attività che prevedono la mobilità nel territorio dell’Unione.

Redazione EuroIdee

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