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Scuole e Atenei: un modello innovativo per la Rete Europe Direct

di: Guglielmo Trupiano *

Le politiche europee per gli studenti
L’Unione europea ha elaborato nuove iniziative per rafforzare ulteriormente il ruolo delle politiche per i giovani, l'istruzione e la cultura allo scopo di costruire un’Europa più forte.

La Commissione è impegnata nei lavori di costruzione di uno spazio europeo dell’istruzione entro il 2025 e nel rafforzamento della dimensione culturale dell’Unione europea e della partecipazione dei giovani, con una serie di misure, tra cui una nuova strategia per i giovani e una nuova agenda per la cultura.

A partire da maggio 2018, dopo aver fatto un bilancio dell’attuale situazione, ad un passo dalla conclusione del periodo della Strategia Europa 2020, l’UE promuove nuove iniziative che mirano ad aumentare la mobilità per l'apprendimento e le possibilità di istruzione nell'UE, a fornire ai giovani i mezzi per agire in autonomia e responsabilità, in particolare incoraggiandoli a partecipare alla vita civica e democratica e a sfruttare la cultura come strumento di progresso sociale e crescita economica in Europa.
L’intenzione è quella di dare maggior rilievo all’istruzione, alla formazione e alla cultura a livello europeo al fine di consentire ai giovani di realizzare pienamente le loro potenzialità. Investire nelle abilità, nelle competenze e nella conoscenze significa favorire l'innovazione, la competitività e la resilienza.
Le nuove iniziative si prefiggono di permettere ai giovani di tutte le estrazioni di avere prospettive migliori e di assumere un ruolo più attivo nella società.
La Commissione ha presentato un pacchetto che comprende:

  • una comunicazione di carattere generale, sul tema "Costruire un'Europa più forte: il ruolo delle politiche per i giovani, l'istruzione e la cultura", che delinea il modo in cui la Commissione sta portando avanti l'agenda di Göteborg1 e il mandato conferitole dal Consiglio europeo;
  • una strategia per i giovani per il periodo 2019-2027 volta a fornire i mezzi per rendere i giovani europei autonomi e responsabili e a dare loro maggior voce in capitolo nell'elaborazione delle politiche dell'UE, a riprova di quanto la Commissione ritenga importante investire nei giovani e nel loro futuro;
  • proposte di raccomandazioni del Consiglio sui seguenti temi: sistemi di educazione e cura della prima infanzia di alta qualità, per gettare le basi di una vita di successo; riconoscimento reciproco dei diplomi e dei periodi di apprendimento all'estero per agevolare la mobilità per l'apprendimento in Europa; migliore insegnamento e apprendimento delle lingue per garantire che la conoscenza approfondita delle lingue straniere sia più diffusa tra i giovani;
  • una nuova agenda per la cultura, che mira a sensibilizzare i cittadini sul patrimonio culturale europeo condiviso nella sua diversità. L'agenda mira a sfruttare appieno la forza della cultura sia nella costruzione di un'Unione più giusta e più inclusiva, sostenendo l'innovazione, la creatività, la crescita e posti di lavoro sostenibili, sia nel rafforzare le relazioni esterne dell'UE.

Sempre all’interno delle iniziative citate, proseguono iniziative e approfondimenti su altri aspetti dello sviluppo dello spazio europeo dell'istruzione entro il 2025. In questo contesto, si inserisce l’idea della carta europea dello studente, che intende promuovere la mobilità per l'apprendimento, riducendo gli oneri amministrativi e i costi per gli studenti e gli istituti di istruzione e formazione. La Commissione prevede di introdurla entro il 2021 come simbolo visibile dell'identità degli studenti europei.
Altro punto importante è il lavoro svolto con gli Stati membri e il settore dell'istruzione per dare vita alle Università europee, costituite da reti ascendenti di Università già in essere; tali Università europee contribuiranno a rafforzare la cooperazione transfrontaliera mediante strategie istituzionali a lungo termine. Promuoveranno l’innovazione e l’eccellenza, incrementeranno la mobilità di studenti e insegnanti e faciliteranno l'apprendimento delle lingue, in modo da contribuire anche a rendere l'istruzione superiore europea più competitiva. La Commissione intende avviare progetti pilota già nel 2019 e nel 2020 nell'ambito del programma Erasmus+ prima della piena attuazione dell'iniziativa nel 2021.

Si prevede inoltre l’elaborazione di altre azioni a sostegno di un approccio all'istruzione e alla formazione basato sull'apprendimento permanente e l'innovazione. La Commissione, ad esempio, propone di sostenere l'istituzione di centri di istruzione e formazione professionale di eccellenza, al fine di promuovere un ruolo attivo dell'istruzione e della formazione professionale nello sviluppo economico regionale e locale.
La Commissione propone quindi di rinnovare la strategia per i giovani per garantire loro la possibilità di prendere attivamente parte alla costruzione del futuro dell'Europa.
Il ruolo dell’Europa è centrale e l’impegno è volto innanzitutto a ridurre l’attuale divario fra competenze acquisite e fabbisogno del mercato del lavoro in tutto il territorio europeo e a garantire che i giovani siano in grado di passare dalla scuola al lavoro. I principali obiettivi che l’Ue si è data sono:

  • garantire che tutti i giovani abbiano pari accesso ad un’istruzione e formazione di qualità
  • sviluppare l'animazione giovanile e altre opportunità di apprendimento non tradizionali
  • fornire collegamenti tra istruzione tradizionale e apprendimento non tradizionale
  • migliorare la transizione dal mondo della scuola/università al mercato del lavoro
  • ridurre l'abbandono scolastico.

Questi obiettivi vengono perseguiti mediante programmi destinati in modo specifico ai giovani e più generalmente con le politiche europee per la crescita e l'occupazione.
Ad esempio, il programma Erasmus+ è il più noto e sostiene progetti rivolti alle organizzazioni giovanili o a giovani che riguardano l’apprendimento non tradizionale, come scambi tra giovani, opportunità di volontariato, opportunità di formazione e messa in rete per educatori, forme di collaborazione per promuovere l'innovazione giovanile, nonché progetti per coinvolgere i giovani in un dialogo strutturato con i responsabili politici.
Elemento fondamentale di Erasmus+ è la possibilità di studiare all'estero. L'esperienza ha dimostrato che ha un effetto positivo sulle prospettive lavorative dei partecipanti. Inoltre consente di migliorare le conoscenze linguistiche, di diventare più autonomi e indipendenti e di immergersi in un'altra cultura. Erasmus+ offre anche la possibilità di combinare lo studio all'estero con un tirocinio. Possono avvalersi di queste opportunità gli studenti dei corsi di laurea triennale, magistrale o di dottorato.

Erasmus+ sostiene anche i tirocini (esperienza lavorativa o periodi di studio all'estero) per gli studenti iscritti a corsi di istruzione e formazione professionale (IFP). Queste opportunità sono aperte anche agli apprendisti presso aziende, a neodiplomati di corsi IFP e ai neolaureati (entro un anno dal conseguimento del titolo); i tirocini possono durare da 2 settimane a 12 mesi.
Tra le principali novità a partire dal 2018 figurano:

  • ulteriori opportunità per gli studenti dell'istruzione superiore di svolgere tirocini volti ad acquisire competenze digitali nell'ambito di Erasmus+;
  • l'iniziativa ErasmusPro nel contesto dei progetti di mobilità IFP, per potenziare la mobilità a lungo termine dei discenti dell'istruzione e della formazione professionale;
  • un nuovo formato di "partenariati di scambio tra scuole" nell'ambito dei partenariati strategici, per aiutare i centri scolastici a orientarsi meglio tra i progetti di cooperazione;
  • è stata nuovamente introdotta l'azione "Alleanze delle abilità settoriali";
  • le norme di finanziamento sono state perfezionate per la maggior parte delle azioni;
  • la guida 2018 del programma rivolge un'attenzione particolare ai progetti che promuovono l'integrazione (soprattutto di rifugiati e migranti) e la prevenzione della radicalizzazione.

Le iniziative legislative presentate dalla Commissione toccano gli asili nido fino alla mobilità degli studenti e riguardano misure per l'istruzione a 360 gradi con l’obiettivo di costruire uno spazio europeo dell'istruzione entro il 2025, rafforzando la dimensione culturale dell'Unione, la partecipazione dei giovani e la mobilità per l'apprendimento.
La comunicazione della Commissione "Coinvolgere, collegare e responsabilizzare i giovani: una nuova strategia dell'UE per la gioventù" propone di concentrarsi sulle seguenti aree di azione:
ENGAGE (impegnare): Promuovere la partecipazione dei giovani alla vita civile e democratica.
CONNECT (collegare): Collegare i giovani in tutta l'Unione europea e oltre per favorire l'impegno volontario, la mobilità per l'apprendimento, la solidarietà e la comprensione interculturale.
EMPOWER (mettere in condizione di): sostenere l'empowerment dei giovani attraverso la qualità, l'innovazione e il riconoscimento del lavoro giovanile.

La Commissione propone alcune importanti novità rispetto all'attuale quadro politico:

  1. Un nuovo coordinatore dell'UE per i giovani incanalerà le loro voci nella Commissione, consentendo così di contribuire a plasmare le politiche dell'UE in tutti gli ambiti;
  2. Un rinnovato Dialogo giovani dell'UE per tenere in maggiore considerazione le preoccupazioni dei giovani e garantire un ampio raggio d'azione, anche attraverso percorsi di formazione innovativi;
  3. Tracciamento della spesa dell'UE per i giovani nei principali programmi di finanziamento;
  4. Un'agenda per l'animazione socioeducativa per migliorare ulteriormente la sua qualità, innovazione e riconoscimento e consentire ad altri settori di sfruttare il potenziale dell'apprendimento non formale;
  5. Un legame più chiaro tra l'attuazione della politica dell'UE in materia di gioventù e le relative attività del programma in Erasmus + e il Corpo europeo di solidarietà.

Infine, estremamente significativo, per quanto riguarda le nuove iniziative per gli studenti è Europa=Noi, un progetto per le scuole2 per conoscere e costruire l’identità europea
Europa=Noi è un progetto promosso dal Dipartimento per le Politiche Europee, in collaborazione con la Commissione europea, il Parlamento europeo e il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca. L'iniziativa offre ai docenti e agli studenti di tutte le scuole primarie e secondarie italiane un percorso multimediale e interattivo alla scoperta della storia, dei valori, delle istituzioni e dei programmi europei, con particolare attenzione ai diritti e doveri connessi alla cittadinanza e ai Trattati che hanno consentito, nel tempo, la costituzione e lo sviluppo dell'Unione Europea. Ogni anno gli studenti possono anche partecipare a una sfida online, il Trivia Quiz, che premia le classi che rispondono correttamente nel minor tempo al maggior numero di quesiti sull'Unione Europea.
La nuova piattaforma viene presentata a docenti e dirigenti scolastici nel corso di incontri territoriali.

Un nuovo modello innovativo per la Rete Europe Direct
Queste nuove iniziative, elaborate dalla Unione Europea finalizzate al rafforzamento delle politiche per i giovani, per l’istruzione e la cultura, rappresentano uno spunto, estremamente significativo, per sperimentare un nuovo modello organizzativo e funzionale per la Rete Europe Direct. Un nuovo modello che si fondi su di un rapporto organico, sistemico, permanente fra Scuola e Università all’interno della Rete degli Edic. Un modello di rete, che sviluppi iniziative comuni, elabori programmi e progetti per gli studenti universitari e delle Scuole secondarie all’interno di una “vision” unitaria e che faccia del rapporto fra Atenei e Istituti Scolastici un vero e proprio “volano di sviluppo” per i territori interessati e per le comunità locali. In una fase come l’attuale, in cui l’euroscetticismo va acquisendo quote crescenti delle opinioni pubbliche in Europa, in cui questioni come le politiche monetarie, l’immigrazione, la sicurezza sembrano monopolizzare l’attenzione della cittadinanza europea e fare da freno allo stesso processo di integrazione europea, occorre riprendere, con forza e con coesione, il percorso verso una Europa democratica, partecipata, vissuta come un fattore di sviluppo e di innovazione, anche sotto un profilo più strettamente istituzionale. Quali Soggetti Pubblici, se non le Università e gli Istituti Scolastici, possano rispondere a questa sfida, disponendo di un capitale umano rilevantissimo e di elevato valore come docenti, tecnici, amministrativi e dirigenti che quotidianamente sanno dare risposte alle tante esigenze dei territori, delle comunità locali, dei Soggetti Pubblici e Privati che ogni giorno interagiscono con Università ed Istituti Scolastici. Scuole e Università, al pari di Comuni, sono le istituzioni con maggiore prossimità alla cittadinanza europea e dalla loro azione, meglio ancora se coordinata e finalizzata su azioni-obiettivo comuni, possono scaturire effetti positivi e virtuosi all’interno dei processi di coesione economica, sociale e territoriale. Inoltre Università ed Istituti Scolastici dispongono di un ulteriore capitale umano, dall’immenso valore strategico per tutte le politiche pubbliche e per il rafforzamento del processo di integrazione europea: gli studenti delle scuole e delle università, le nuove generazioni che possono raccogliere il testimone di una Europa unita, integrata, coesa socialmente, economicamente e territorialmente, di una Europa vissuta consapevolmente dai propri cittadini come elemento di pace, di giustizia, di libertà, di cooperazione a livello mondiale. Occorre un nuovo protagonismo da parte degli Atenei e delle Scuole per dare vita ad una cooperazione virtuosa fra loro e con gli altri Soggetti che animano il territorio, una cooperazione sui tanti temi propri dell’Europa unita, che faccia del capitale umano in loro dotazione, docenti, studenti, personale e dirigenti un fattore innovativo per lo sviluppo dei territori e per la costituzione dell’Europa unita da basso, attraverso la partecipazione attiva e consapevole di migliaia di attori e protagonisti del mondo della scuola e dell’Università.

La Commissione europea dispone di una rete informativa e di servizio in tutti i paesi dell’Unione; i Centri Europe Direct sono antenne per l’informazione sulle tematiche europee, sui programmi e sulle opportunità che l’Unione offre alla cittadinanza europea, sono strutture nate per avvicinare l’Europa ai cittadini, alle loro aspettative, ai loro bisogni. Il Centro Europe Direct “Maria Scognamiglio”, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, opera dal 2013 e per il triennio 2018-2020 svolge attività per Napoli e area metropolitana, per Benevento ed Avellino e le rispettive provincie. Da quest’anno il Centro Europeo alla attività della sede principale funzionante presso il Centro Interdipartimentale “Raffaele d’Ambrosio” L.U.P.T. dell’Ateneo federiciano e di quella beneventana rappresentata dall’Università degli Studi del Sannio, ha unito l’attività della sezione avellinese rappresentata dall’Istituto “Alfredo Amatucci”, Istituto professionale per l’industria, l’artigianato e i servizi di Avellino. Inoltre, all’interno dell’area metropolitana di Napoli è in atto il percorso finalizzato alla costituzione di ulteriori due sezioni, la sezione metropolitana di Napoli 1 rappresentata dall’Istituto Tecnico Industriale “Renato Elia” di Castellammare di Stabia e la sezione metropolitana di Napoli 2 rappresentata dall’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Vilfredo Pareto” di Pozzuoli. Ulteriori sezioni territoriali relativamente all’area metropolitana di Napoli ed alla provincia di Salerno, saranno individuate e costituite nei prossimi mesi. Così si darà vita ad una rete-corta, radicata nel territorio, aperta al contributo di altri partner pubblici e privati, espressione diretta delle comunità territoriali e della cittadinanza europea locale, fondata sugli Atenei federiciano e sannita e su un insieme di istituti scolastici che trasferiranno valore al territorio dall’impiego coordinato e programmato del proprio capitale umano, attivando iniziative per l’animazione territoriale, per la partecipazione democratica, per la lotta alle devianze ed alla criminalità organizzata, per la salvaguardia dell’ambiente, per la rivitalizzazione delle aree urbane degradate. L’elezione del Parlamento europeo del 2019 deve rappresentare una opportunità per il rilancio del “sogno europeo” e per la ripresa del processo di integrazione e di costruzione dell’Europa dal basso verso l’alto, facendo sentire, attraverso il protagonismo di Scuola e Università, le Istituzioni e gli Organismi europei realmente vicini ai cittadini.

 


 * Direttore del Centro Europe Direct “Maria Scognamiglio” LUPT dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

La prima riunione nel quadro dell'agenda dei leader ha avuto luogo a Göteborg (Svezia) il 17 novembre; Donald Tusk presiede il primo dibattito nel quadro dell'agenda dei leader con l'obiettivo di intensificare gli sforzi dell'UE nel settore dell'istruzione e della cultura. A seguito di tale dibattito, il Consiglio europeo di dicembre adotta conclusioni in materia di istruzione e cultura, in cui definisce priorità come il potenziamento degli scambi Erasmus e degli studi linguistici.

http://www.politicheeuropee.gov.it/it/comunicazione/progetti-e-campagne/europanoi-un-progetto-per-le-scuol

Redazione EuroIdee

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