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Piano di Emergenza Comunale

di: Dott. Ferdinando Maria Musto; Dott.ssa Tiziana Scognamiglio

Il Piano di Emergenza Comunale (PEC) consiste nella predisposizione e nell’organizzazione delle procedure che andrebbero poste in essere in caso di

calamità naturale, in un particolare territorio. È un documento sinergico, che consta di un complesso schema di risorse e d’informazioni di primaria importanza. Il PEC, in altri termini, è uno strumento operativo destinato a razionalizzare e disciplinare i criteri d’intervento nelle emergenze dei sistemi comunali, delle imprese di servizi pubblici e del volontariato. Tutto ciò allo scopo di raggiungere eccellenti livelli di efficienza qualora sussistano gravi emergenze, che possano necessitare d’interventi in ausilio della popolazione colpita, o che ripristino la funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture. Nel momento in cui si decide di stilare un Piano di Emergenza Comunale, bisogna tener conto dei rischi e delle dinamiche di cambiamento che possono interessare le diverse realtà critiche. Non solo, è opportuno porre l’attenzione sulle caratteristiche tipiche di quello specifico territorio, sia orografiche che idriche, oltre che quelle relative alle infrastrutture ferroviarie, aeroportuali, ecc. Infine, occorre valutare quali siano le conseguenze negative che si possono verificare in una condizione di emergenza, conformemente alla vulnerabilità del luogo, alla disposizione delle abitazioni, alla presenza o meno di scuole e bambini, ecc.

Per quanto concerne la normativa, le regolamentazioni inerenti ai casi di emergenza comunale sono contemplate nel Nuovo Testo Unico della Protezione Civile, Decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 recante “Codice della Protezione Civile”, decreto della riforma della Protezione Civile, in vigore il 6 febbraio 2018. Questo codice presenta uno schema ordinato e meticoloso della normativa di Protezione Civile italiana. L’obiettivo che è stato in grado di raggiungere è quello di aver convogliato e semplificato tutte le diverse disposizioni e provvedimenti nello stesso documento, garantendo una maggiore efficacia all’intero piano. Asserisce che ogni comune ha l’onere e l’obbligo di dotarsi dei piani di Protezione Civile, deliberati dal Consiglio comunale. Inoltre questi stessi piani devono essere sottoposti a revisione periodica, e aggiornati debitamente con Atti del Sindaco, della Giunta o della struttura amministrativa. Fine ultimo del provvedimento è quello di corroborare l’attività della Protezione Civile in tutte le sue funzioni, con particolare attenzione alle situazioni di emergenza. Fondamentale infatti è la capacità di stima e previsione degli eventi critici e rischiosi, pertanto un’adeguata pianificazione e un’efficiente gestione delle emergenze rappresentano i punti chiave della normativa. Il PEC rappresenta un mezzo indispensabile per un tempestivo e ottimale intervento, e dev’essere redatto in osservanza delle linee guida fornite dal Dipartimento Nazionale e Regionale della Protezione Civile, in base alle modalità riportate nelle indicazioni operative. Infine, è doveroso provvedere con continuità alla verifica e al suo periodico aggiornamento, per rendere omogenei tra loro tutti i piani di emergenza comunali.

L’importanza del compito del sindaco e del prefetto

Relativamente alle procedure di emergenza, la legge n. 1/2018 designa come Autorità territoriale di Protezione Civile il sindaco, incaricato di agire rapidamente per sostenere e soccorrere i cittadini in difficoltà. La base operativa di tale intervento è il COC (Centro Operativo Comunale), che opera non solo in casi di pericolo ma anche di allerta. Il PEC viene redatto dagli uffici tecnici comunali, con l’ausilio eventuale di professionisti di settore, e costituisce un documento di supporto operativo al quale il sindaco deve ricorrere per gestire le emergenze in maniera proficua. Oltre al fondamentale ruolo del sindaco, vi è quello del prefetto, anch’egli investito di tale onere nell’ambito del decreto n. 1/2018. Il prefetto prende in carico la gestione di tutti i servizi di emergenza previsti a livello provinciale, di comune accordo con il Presidente della giunta regionale e in coordinazione con la struttura regionale di Protezione Civile. Come previsto dalla normativa in vigore, le attività di pianificazione identificano gli ambiti ottimali che assicurano l’effettività delle funzioni di Protezione Civile, prevedendo la possibilità di svolgere le funzioni comunali in forma associata (Piani di Emergenza Intercomunali).

tabella PCE

Il metodo Augustus

Per quanto la teoria sia chiamata a determinare nei minimi dettagli le attività da porre in essere per fronteggiare i casi di emergenza, è pur vero che non sempre ciò è possibile. Secondo l’Imperatore Ottaviano Augusto: “Se il problema da affrontare è complesso, è fondamentale che la sua pianificazione sia semplice e flessibile, ovvero non si può pianificare tutto nei minimi dettagli, perché l’evento al suo “esplodere” è sempre diverso”. La saggezza antica di queste parole è stata in grado di produrre una rinnovata prospettiva della gestione degli eventi critici, chiamata Metodo Augustus. Questa prassi viene impiegata in Italia per la pianificazione dell’emergenza territoriale locale, per fornire unicità alle eterogenee proposte delle singole amministrazioni locali. Il tallone d’Achille di questo strumento, d’altro canto, è il fatto di non conferire un efficiente coordinamento delle risorse e delle forze necessarie ad estinguere la problematica, ritardando pericolosamente l’intervento dei soccorsi. Le norme del PEC, dissimili in base ai comuni e non uniformate in maniera chiara, rischiano tuttavia di non assicurare i benefici sperati. Risulta quindi cruciale garantire un insieme omogeneo di regole inerenti alle emergenze, poiché l’eccessiva difformità che tuttora le caratterizza potrebbe avere ricadute negative sull’interesse sia delle amministrazioni che dei cittadini (circa la loro esatta implementazione). Ciò comporterebbe dei seri pericoli per la sicurezza dell’intera comunità.

L’importanza dell’informazione: conoscere il PEC

La conoscenza del Piano di Emergenza Comunale è vitale, dal momento che prevede ogni parametro relativo alla sicurezza di tutta la cittadinanza. È composto da cinque sezioni:

  • Dati
  • Rischi
  • Risorse
  • Procedure
  • Formazione/Informazione

Ogni categoria è associata ad un colore, oltre che a schede mobili (per facilitare i costanti aggiornamenti). È importante presentare il piano ai cittadini, tramite convocazioni pubbliche e comunicazioni online sulla pagina ufficiale del comune. Se possibile, è consigliabile anche utilizzare gli altri media, e i restanti mezzi d’informazione. Avere cittadini consci degli strumenti a propria disposizione, risulta fondamentale ai fini di una buona e pronta risposta ai casi di emergenza che possono colpire i diversi comuni. Deve perciò diffondersi una cultura della sicurezza, che parta dalla Protezione Civile e da una costante e capillare attività d’informazione. Il Piano di Emergenza Comunale può e deve entrare di diritto nella vita di tutti i cittadini, i quali sono chiamati a comprenderne le potenzialità e le funzionalità, in vista di probabili emergenze. Conoscere i rischi permette di gestirli, per cui ogni singolo componente di una comunità è responsabile della propria e dell’altrui assimilazione del piano di emergenza. Ognuno dovrebbe possederne una copia, e conoscere il PEC sia di dove risiede che di dove si reca per lavoro. Sebbene il PEC sia un documento indispensabile, è pur vero che presenta delle criticità. Quali sono? Di frequente tali strumenti vengono compilati in base ad un modello standardizzato, non necessariamente corrispondente al profilo del comune che lo applica. Inoltre, la valutazione dei possibili pericoli non viene condotta sempre in modo preciso e puntuale, e non si basa su dati oggettivi. Queste procedure così generiche e univoche rischiano perciò di inficiare la buona riuscita del PEC, ma non solo. Le zone di emergenza sovente sono poste in aree difficili da raggiungere, sia per i soccorsi che per i cittadini stessi. Bisogna si perfezionare lo strumento, ma anche le modalità con cui viene impiegato.

Redazione EuroIdee

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