Pensa europeo, (ri)costruiamo l'Europa

EuroIdee

Blog

Le infrastrutture sostenibili urbane e il contesto europeo di riferimento

di: Guglielmo Trupiano*

Temi come le infrastrutture sostenibili urbane, la pianificazione ecologica, la rigenerazione urbana, sono strettamente connessi fra loro e rappresentano, se visti in un contesto unitario

ed organico di riferimento, elementi fondamentali per un uso sostenibile delle risorse in generale e più nello specifico per assicurare un governo efficiente, efficace e convincente, alle aree urbane e in particolare a quelle più complesse, più problematiche ed altro impatto ambientale. (1)
La rigenerazione urbana, unitamente alle attività ed agli interventi finalizzati al recupero, al riuso, alla riqualificazione e alla rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, dà vita ad interventi di risanamento ambientale, oltre che a misure per la salvaguardia del paesaggio, il tutto all’interno di logiche e visioni di sostenibilità, di pianificazione ecologica e di uso corretto delle risorse disponibili. (2)
Sui temi della sostenibilità urbana e dell’uso delle risorse disponibili, anni fa scrivevo: “Anche se oggi è diffusa la convinzione che l’eco-sistema stia subendo pressioni difficilmente sostenibili, anche se la concezione meccanicistica, che è stata alla base dell’umanizzazione integrale della biosfera, appare irreversibilmente in crisi (almeno come visione egemone ed “indiscussa” del reale), anche se appaiono con macroscopica evidenza i limiti di un processo di sviluppo che ha privilegiato la crescita permanente quantitativa a seguito della  qualità della vita, nessuno è in grado (al di fuori di visoni catastrofiche o di un facile ottimismo riduzionistico) di preconizzare il momento esatto di entrata da parte dell’ecosistema planetario all’interno di una spirale di crisi irreversibile.
Siamo consapevoli che lo sviluppo incontra dei limiti ecologici invalicabili, ma sarebbe insensato attendere il superamento di questi limiti per invertire la tendenza in atto ed arrestare il processo di degenerazione. (3)
Molti gli studi e i saggi che ci avvertono delle scelte sbagliate che si stanno compiendo (e continuando a compiere) dissipando le risorse naturali ancora disponibili, alterando il clima planetario, aggravando le disuguaglianze economiche e sociali, mantenendo costante la minaccia di conflitto nucleare nonostante la fine da quasi trenta anni della guerra fredda. (4)
Pertanto operare una “virtuosa” inversione di tendenza, adottare un modello di uso delle risorse che sia realmente rispettoso dei limiti ecologici imposti dal pianeta e dalla natura, operare perché si affermino degli stili di vita fondati sui principi della economia circolare e della economia della condivisone, vuol dire, parafrasando Noam Chomsky, fermare l’orologio della apocalisse prima che le lancette abbiano compiuto l’ultimo giro….
Più in particolare, collegare i temi delle infrastrutture urbane sostenibili, del governo dei processi di urbanizzazione e dei cambiamenti climatici, ponendo in essere “pratiche virtuose”  in questi campi fondamentali per la stessa qualità della vita e dello sviluppo nelle città e realizzando studi di “sistema” su queste tematiche, è fondamentale per assicurare una più piena fruizione dei servizi degli spazi urbani e una maggiore partecipazione attiva della popolazione residente, vista come “cittadinanza attiva”, come reale protagonista dei processi di gestione del mutamento, in ambito urbano e metropolitano.
Poco tempo fa, nel dicembre del 2016, ho avuto modo di partecipare alla presentazione dello studio su “infrastrutture sostenibili urbane” della giovane collega Emanuela Coppola. (5)
Nella breve prefazione al testo, l’Architetto Coppola sostiene…”preciso che,  in accordo con la Green infrastructure planning guide,  ritengo che le infrastrutture sostenibili urbane includano una tipologia piuttosto ampia di spazi pubblici non solo aree verdi ma anche “aree grigie” allargando il concetto di infrastruttura verde, comunemente relegato al solo ambito ecologico-agricolo, al campo urbano guardando al “non costruito” in ambito urbano come una  opportunità di riqualificazione ecologica per gli insediamenti urbani. (6)
Lo studio è suddiviso in tre parti specifiche, collegate tutte fra loro ed all’interno di un discorso organico ed unitario; la parte più generale approfondisce i concetti di urbanizzazione, infrastrutture verdi, servizi a carattere ecosistemico, resilienza e multifunzionalità. La seconda e la terza parte vedono l’Autrice analizzare i contenuti delle politiche sulle infrastrutture sostenibili in Europa, negli USA ed in Giappone, prendendo anche spunto dalla Conferenza “la Natura dell’Italia”, tenutasi a Roma nel dicembre del 2013 e illustrare la metodologia per un progetto di infrastruttura verde per la città metropolitana di Napoli. (7)
Particolarmente significativo, mi parve, il capitolo dedicato a infrastrutture sostenibili urbane e fondi strutturali europei, dedicando inoltre attenzione all’impiego dei fondi da parte della Regione Campania nel campo delle infrastrutture verdi; il mio ruolo di Direttore  e Responsabile del Centro Europe Direct LUPT dell’Ateneo federiciano,  appartenente alla rete Europe Direct della Commissione Europea, mi indusse ad evidenziare gli aspetti di questa parte dello studio dell’Autrice in chiave prettamente europea.
Di ciò riassumo quanto segue, riprendendo, se la memoria non mi inganna, i punti salienti del mio intervento nel dibattito di quel pomeriggio.
In primo luogo ci tenni a specificare che si trattava di uno studio e quindi di un saggio particolarmente pregevole nella prospettiva sia europea che globale, in quanto il tema della sostenibilità delle infrastrutture urbane è un aspetto decisamente strategico per l’Unione Europea.
Premettendo che le infrastrutture sostenibili urbane sono costituite dall’insieme delle opere che gestiscono le risorse naturali (acqua, suolo, verde, ecc…) ed energetiche (energia elettrica, gas, ecc...), il tema delle infrastrutture verdi, dell’urbanizzazione e del cambiamento  climatico rientra negli orientamenti di fondo della Strategia Europa 2020 per un crescita sostenibile, intelligente ed inclusiva. Lanciata dalla Commissione Barroso nel 2010 per contrastare la crisi del 2008, questa strategia si è data come obiettivo caratterizzante una cresciuta sostenibile (economia più efficiente) sotto il profilo dell’uso delle risorse, una crescita dunque più verde e più competitiva, per sostenere le sfide della globalizzazione e per contrastarne gli effetti negativi sul piano degli accresciuti divari economici e sociali e nel campo del riscaldamento globale.
L’Unione Europea si è espressa esplicitamente sull’ importanza delle infrastrutture sostenibili urbane (Rete Natura 2000, 2011) in quanto riducono la vulnerabilità rispetto a incendi, carenza idrica, siccità.
Quindi aumentano la resilienza ai cambiamenti climatici; infatti una città è resiliente se dopo un evento/perturbazione è in grado di ritornare all’equilibrio.
La resilienza delle città è tema di rilevanza globale, anche secondo UN Habitat, una delle principali Agenzie dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Secondo il report UN Habitat 2012, il 21° secolo è il secolo delle città.
In futuro 7 persone su 10 abiteranno nelle città nel 2025, in occasione del WUF 6 di Napoli il direttore esecutivo di UN Habitat ha dichiarato che non c’è sviluppo senza urbanizzazione.
E’ logico quindi che la pianificazione deve prepararsi al cambiamento nell’ottica della sostenibilità e della risposta ai cambiamenti climatici.
Ideare, realizzare e gestire delle infrastrutture sostenibili urbane è azione concreta di mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. (8)
La particolare attenzione da parte dell’Unione Europea al tema è dimostrata dalla numerosità dei programmi di finanziamento, unitamente allo Schema di Sviluppo Spaziale Europeo SSSE, dall’azione dei vari ministri responsabili del territorio e dalle direttive sull’ambiente. (9)
Il programma di applicazione dello SSSE prevede di fare applicare gli orientamenti dello Schema nella programmazione dei fondi strutturali e dei programmi di cooperazione  INTERREG, ESPON; URBACT.
Inoltre, con la programmazione 2014-2020 è attribuita priorità assoluta a temi che riguardano le infrastrutture sostenibili urbane. Questi i temi:

  • Green econmy e Green Jobs
  • Ripristino ecosistemi degradati (obiettivo EU recupero di almeno il 15% degli ecosistemi degradati)
  • Circular economy
  • Bonifica e uso dei suoli
  • Efficienza energetica e fonti rinnovabili
  • Qualità della vita

Inoltre va richiamato che il piano di azione della DG Ambiente delle EU per il 2014- 2020 ha 3 obiettivi strategici:
-proteggere, conservare e incrementare il patrimonio naturale dell’Unione
-realizzare una economia efficiente nell’uso delle risorse, verde e low-carbon
-proteggere i cittadini dalle espressioni ambientali e dai rischi per la salute e il benessere.
Inoltre il piano di azione ha due priorità trasversali:

  1. rendere le città europee più sostenibili
  2. supportare l’Unione nel rispondere i n modo più efficace alle sfide poste dall’ambiente e dai cambiamenti climatici e tutto questo attraverso:
  • migliore implementazione della legislazione EU nei territori;
  • migliore informazione attraverso nuove e più complete conoscenze;
  • migliori e più saggi investimenti per le politiche ambientali e sul clima;
  • piena integrazione dei requisiti e della valutazione degli impatti ambientali nelle politiche degli altri settori nonché delle altre DG.

Pertanto, in estrema sintesi a conclusione di queste brevi considerazioni, anche se richiamate a mente dopo due anni dalla tenuta dell’evento di presentazione dello studio, il lavoro dell’Architetto Emanuela Coppola, senza dubbio pregevole nei contenuti e scorrevole in chiave di lettura, denota una particolare lucidità di analisi rispetto ai molteplici temi trattati e la piena consapevolezza delle profonde (e sistemiche) relazioni fra il tema delle infrastrutture sostenibili urbane, gli scenari europei di riferimento e le sfide globali presenti e future. Il lavoro dell’Arch. Coppola, tra l’altro, è risultato vincitore del premio della letteratura urbanistica annualità 2015.

Conclusi il mio intervento di allora, invitando la giovane collega a pubblicare articoli su temi validamente trattati nel suo testo all’interno delle attività editoriali del Centro Europe Direct LUPT di Ateneo, cosa che l’Arch. Coppola ha fatto e sono certo ripeterà in futuro.

Concludo queste mie riflessioni con un impegno. Nei prossimi mesi il Centro Interdipartimentale di Ricerca “Raffaele d’Ambrosio” LUPT, in cui è incardinato il Centro Europeo di Ateneo, darà vita con qualificati soggetti Privati ad un accordo di cooperazione strategica, finalizzato fra l’altro alla costruzione di un Istituto di Ricerca, a carattere pubblico-privato, sui temi della trasformazione urbana e delle città creative, per offrire a Napoli ed alla Campania uno strumento di studio, di indagine, di iniziativa e di proposta su questi temi essenziali per la città, il territorio e la partecipazione attiva della cittadinanza al governo urbano.
Sono sicuro che il gruppo costituente l’Istituto saprà avvalersi della collaborazione di studiosi come l’Architetto Coppola in modo da offrirle l’opportunità di proseguire questo importante filone di ricerca all’interno dei temi più generali della rigenerazione urbana e della città creativa.


Direttore del Centro Europe Direct “Maria Scognamiglio” LUPT dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

(1) In tema di città e sviluppo sostenibile: B. Cillo, G. Solera, Sviluppo sostenibile e città, CLEAN; L. Fusco Girard, B. Forte, Città sostenibile e sviluppo umano, Franco Angeli; R. Gemmiti, C’era una volta la città, VOL II, Bonanno; L. Vallerini (a cura di ), Città sostenibile e spazi aperti, Pitagora.
(2) Tra i testi più recenti prodotti in materia di rigenerazione urbana, si suggeriscono: A. Ghisalberti, Rigenerazione urbana e restituzione di territorio; Mimesis; C. Andorlini. L. Bizzarri, L. Lorusso, Leggere la rigenerazione urbana, Pacini Editore; A. Gabianelli, Spazi residuali. La vegetazione nei processi di rigenerazione urbana, Gotoeco; L. Garsia, Abitare la rigenerazione urbana, Gangemi; AA.VV., La Rigenerazione urbana dei tessuti periferici a valenza storica, Franco Angeli; R. Galdini, Reinventare le città, Franco angeli; AA.VV. Il progetto di rigenerazione urbana, Maggioli; V. Meo, Rigenerazione urbana e densificazione nelle nuove politiche territoriali, la Scuola di Pitagora; F. Schiaffonati, Il progetto di rigenerazione urbana, Maggioli editore;
(3) G. Trupiano, R. Fistola, Gestione delle risorse naturali e progettazione degli spazi verdi, edizioni Athena, pag. 122;
(4) Estremamente esemplificativo trovo a proposito dei rischi che sta correndo l’umanità su scala planetaria i testi di: N. Chomsky, 2 minuti alla apocalisse, Guerra nucleare e catastrofe ambientale, Piemme; M. Rees, Il secolo finale. Perché l’umanità rischia di autodistruggersi nei prossimi cento anni, Mondadori.
(5) L’incontro fu organizzato presso il Dipartimento di Architettura della Federico II e lo studio dell’Architetto Emanuela Coppola fu presentato ad un folto ed attento uditorio dei professori Francesco Domenico Moccia, Mario Losasso e Guglielmo Trupiano.
(6) E. Coppola, Infrastrutture sostenibili urbane, Istituto nazionale di Urbanistica edizioni, pag. 5 in prefazione.
(7) La conferenza su “la Natura dell’Italia” tenutasi a Roma nei giorni 11 e 12 del dicembre 2'013 è stata promossa dal Ministero dell’ambiente.
(8) Il Word Urban Forum è un evento organizzato con cadenza biennale dall’agenzia UN habitat delle Nazioni Unite, che ha sede a Nairobi in Kenia. Il WUF 6 si è tenuto a Napoli nella prima settimana del mese di settembre del 2012 nella Mostra d’Oltremare e vide la partecipazione di migliaia di delegati, di esperti e studiosi provenienti da tutto il modo. A tutt’oggi si tratta dell’evento mondiale più significativo e complesso tenutosi nella città di Napoli. Per l’organizzazione dell’evento oltre al partenariato italiano, ha contribuito sotto il profilo tecnico e scientifico, sottoscrivendo un contratto specifico con UN Habitat, il Centro Interdipartimentale LUPT dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
(9) Lo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo è stato adottato dal Comitato economico e sociale della Comunità europea il 9 settembre del 1998. Lo Schema definisce e realizza una strategia coerente in materia di assetto territoriale dei Paesi allora facenti parte della C.E. Il Consiglio informale di Potsdam del 10 e 11 marzo del 1999 ha concordato lo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo, prevedendo, fra i molteplici obiettivi, di contribuire allo sviluppo del territorio e alla coesione economica e sociale mediante la scelta di opportune tipologie di produzione, localizzate secondo nuove logiche di sistemi a rete e di contribuire allo sviluppo equivalente di sistemi metropolitani e urbani policentrici integrati.

Redazione EuroIdee

logo-footer.png

Le opinioni espresse in questo sito sono esclusivamente quelle dell'autore. La Commissione non è responsabile dell'eventuale utilizzo delle informazioni contenute in tale sito.

Iscriviti alla nostra Newsletter

Edicampus Edizioni ­ Pioda Imaging, Roma - viale Ippocrate 154, 00161 ­Roma

© 2018, edlupt - Credits: Valeria Maiorano

Search