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La scomparsa degli insetti

di: Giuliana Giugliano

Il nostro pianeta è quello che è grazie alla biodiversità che esiste in tutte le sue forme ed in tutti gli ambienti e microambienti di cui siamo a conoscenza.

Sia se andiamo sulle più alte vette o che scendiamo nelle profondità più cupe del mare, troviamo vita, sotto forma di piante, di licheni, di batteri, ovunque la vita prospera e si adatta all’ambiente che la circonda.
L’arrivo dell’uomo e del progresso che ne è derivato ha portato ad una graduale estinzione di numerose specie viventi: mammiferi, piante, invertebrati, insetti. Dal 1500 ad oggi si stima che più di trecento specie di animali si siano estinte sia attraverso la caccia indiscriminata sia attraverso la distruzione degli habitat dovuta all’urbanizzazione e all’industrializzazione di vasti territori.(1)
L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), è l’organizzazione che non solo ci dice quali specie si sono estinte fino ad ora ma, ogni anno, dal 1948, aggiorna la sua “lista rossa” delle specie a rischio di estinzione.(2)
Le liste rosse includono vari tipi di animali, troviamo uccelli, anfibi, coleotteri, libellule, rettili, mammiferi e una lista parziale dedicata alla flora, alle piante endemiche, ai licheni, ai funghi.
Vivere su di un pianeta senza insetti potrebbe sembrare una cosa magnifica, niente vespe che si posano sulla frutta, zanzare che ci pungono, mosche che ci infastidiscono, in realtà così non è, legati agli insetti ci sono numerose specie animali che vivono cibandosi di loro.
Quando parliamo di specie in estinzione mai ci verrebbe da pensare che anche gli insetti stanno cominciando a far parte delle categorie da proteggere; che l’inquinamento stia portando alla diminuzione del numero degli insetti pronubi (le api) è cosa nota già da tempo, l’uso indiscriminato degli antiparassitari in agricoltura ha provocato un’elevata perdita di alveari ma, la cosa sta avendo notevoli ripercussioni anche su molte altre specie.
Notevole è stata la diminuzione del numero delle farfalle di cui molte a rischio estinzione, il Parco Natura Viva di Bussolengo in occasione della campagna europea “Leti t grow – Lascialo crescere” (3) finanziata da tre associazioni europee: Botanic Gardens Conservation International (BGCI), European Association of Zoo and Aquaria (EAZA) e Network of European Science Centres (ECSITE) ha stilato una classifica in cui il 13% delle farfalle diurne italiane sono a rischio, in Europa la percentuale sale al 19%. (4)
Gli insetti hanno tutti grandi capacità evolutive, al contrario degli esseri umani, la maggior parte di essi nasce, cresce e muore, quindi completa il suo ciclo vitale, in poco tempo, in alcuni casi parliamo di giorni in altri di mesi ma di certo rispetto all’aspettativa di vita di un uomo, lo possiamo considerare estremamente breve. Questo aspetto della loro esistenza ha sempre fatto si che sopravvivessero a tutte le catastrofi naturali che fino ad ora si erano presentate adattandosi ed ambientandosi ai cambiamenti, questo non sta succedendo ora.
Numerosi sono gli studi condotti che hanno portato ad elaborare la tesi che anche gli insetti stanno subendo l’inquinamento atmosferico ed ai cambiamenti climatici ai quali stiamo andando incontro, uno studio pubblicato sulla rivista Plos One (5) condotta sullo studio degli insetti volanti in Germania, ha evidenziato un crollo del 75% di questa popolazione senza riuscire a capire cosa abbia provocato questa rapida diminuzione.
Il Biological Conservation 232 (2019) 8-27 ha pubblicato un articolo riguardante il declino della biodiversità a cui stiamo andando incontro, nel quale si evince una diminuzione annua di insetti volanti che va dal 2,2 al 2,8 % nelle aree urbane in diverse parti del mondo (Germania, Porto Rico). I cambiamenti climatici che stanno colpendo le foreste tropicali stanno innegabilmente danneggiando la popolazione degli artropodi che sono alla base della catena alimentare di molti animali quali uccelli, mammiferi, pesci, anfibi ed altri insetti. (6)
L’Unione Europea nel 2014 ha pubblicato “Azione per il clima – Costruire un mondo come piace a noi con il clima che piace a noi”, per affrontare e cercare di fermare i cambiamenti climatici in atto.
La comunità internazionale ha deciso di evitare che il pianeta superi i 2°C di temperatura registrata nel periodo preindustriale e l’UE per adeguarsi si è prefissata degli obiettivi da realizzare entro il 2020: ridurre del 20% l’emissione dei gas serra; aumentare la quota di energia rinnovabile; creare opportunità di occupazione con nuovi sistemi energetici sostenibili.(7)

gas serraPer diminuire le emissioni di gas serra i cambiamenti devono avvenire a livello globale per questo nella riunione di Parigi del 2015 195 Paesi hanno firmato un accordo per diminuire le emissioni di gas serra a partire dall’anno 2020, nel 2017 gli Stati Uniti si sono ritirati dall’accordo e con Siria e Nicaragua sono i tre Paesi che non ne fanno più parte.
I cambiamenti climatici sono visibili a tutti, sono all’ordine del giorno trombe d’aria, cicloni, scioglimento dei ghiacciai, diminuzione delle piogge, innalzamento delle temperature, quello che non è immediatamente visibile è la notevole scomparsa di specie animali e vegetali che l’inquinamento sta provocando ovunque.
Ultimo campanello d’allarme, estremamente importante, è proprio questa diminuzione della popolazione degli insetti, esseri alla base di molte catene alimentari e fondamentali per la vita di molte piante che dipendono da loro.

 


* Responsabile Del Laboratorio Di Studi Rurali E Del Servizio Geologico Ed Agrimetereologico Del Centro "Raffaele D'ambrosio" Lupt

Sitografia:
(1) www.ilpost.it/
(2) www.iucn.it/
(3) 
www.giornaledelgarda.info/insetti-a-rischio-estinzione/
(4)
 www.parcozoopuntaverde.it/
(5) rivistanatura.com/crolla-numero-degli-insetti-biodiversita-rischio/
(6) www.journals.elsevier.com
(7) europa.eu/european-union/topics/climate-action_it



Redazione EuroIdee

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