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La nascita dell'UE. Alcuni tratti storici

di: Marco De Luca

Fin dalla metà degli anni ’80 la Comunità Economica Europea era tornata a rappresentare un fattore significativo nelle dinamiche europee, soprattutto grazie a una rinnovata collaborazione franco-tedesca,

che aveva trovato nel Presidente francese François Mitterrand nel Cancelliere tedesco Helmut Kohl e nel Presidente della Commissione europea Jacques Delors i massimi interpreti.

La CEE poteva contare, all’interno dei quattro maggiori Stati membri, su leadership politiche stabili e in grado di prendere importanti decisioni di lungo periodo in politica estera ed economica.

La Germania e la Francia, con il decisivo sostegno italiano espresso in occasione del Consiglio europeo di Milano nel mese di giugno del 1985, avevano dato avvio a una prima vera riforma dei Trattati di Roma, nel 1986 con l’Atto Unico furono ampliate le competenze della Comunità e rafforzati i poteri della Commissione. Quest’ultima si era impegnata con il Libro bianco ad attuare l’ambizioso progetto del mercato unico europeo entro la fine del 1992, basato sulla libera circolazione non soltanto delle merci, ma anche delle persone, dei capitali e dei servizi.

Non mancava inoltre, nella Commissione, l’aspirazione a creare le basi di un’identità europea comune attraverso le decisioni sull’adozione della bandiera e dell’inno europei, nonché azioni e programmi nei campi dell’educazione e della cultura.

Tali decisioni hanno avuto un impatto rilevante su ampi settori dell’opinione pubblica europea, ad esempio esse furono accolte positivamente negli ambienti universitari e dai mass media. Questo doppio binario, costituito da importanti iniziative economiche da una parte e da progetti politici significativi da un’altra, avrebbe condotto poi alla prospettiva della creazione di una moneta unica europea.

Il rilancio europeo era stato reso possibile da diverse condizioni favorevoli: la presenza di un forte accordo franco-tedesco, consolidato da un rapporto ormai paritario fra Parigi e Bonn; il sostegno degli Stati membri fondatori come l’Italia, il Belgio, i Paesi Bassi e il Lussemburgo; una Comunità di dodici membri i cui meccanismi decisionali, soprattutto dopo l’approvazione dell’Atto Unico, apparivano efficaci.

Il cancelliere Kohl e il Presidente Mitterrand proposero agli altri governi europei di affrontare il tema di una Unione Europea politica complementare a quello monetaria, al fine di far fronte all’esigenza di raggiungere un grado più elevato di coesione in materia di politica estera e difesa comune.

Il procedere con maggior determinazione e rapidità verso una più forte integrazione politica ed economica apparve a Mitterrand, Kohl, Andreotti e ad altri leader occidentali la risposta migliore ai cambiamenti in corso in Europa come esito della caduta della cortina di ferro.

Il 9 dicembre 1991 si apriva a Maastricht lo storico Consiglio europeo che avrebbe dato vita all’Unione Europea. Il Trattato sull’Unione Europea, noto come Trattato di Maastricht, entrò in vigore il 1° novembre 1993.

L’Unione Europea veniva edificata su tre pilastri di cui il principale, la Comunità europea che sostituiva la CEE, era l’unico a carattere federale, mentre gli altri due, la Politica estera e di sicurezza comune e la Giustizia (PESC) e gli affari interni, invece, avevano carattere intergovernativo. La PESC in particolare fu elaborata al fine di rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri in tema di politica di difesa comune e di relazioni internazionali, parallelamente alle politiche nazionali.

La costruzione basata sui tre pilastri risultava però essere sbilanciata, poiché in alcune materie vigevano politiche comunitarie che prevedevano limitazioni della sovranità nazionale o una sua condivisione, mentre per altre erano previste semplicemente procedure di coordinamento tra i governi dei singoli Paesi.

L’Unione Europea delineata a Maastricht rappresentava un’organizzazione unica nel suo genere, dotata di personalità giuridica e costituita da organi e istituzioni tra i quali i principali sono: il Consiglio europeo, il Parlamento europeo, la Commissione e il Consiglio dell’Unione Europea.

Insieme all’Unione economica e monetaria l’innovazione principale di Maastricht è stata l’introduzione della cittadinanza europea, secondo la quale viene considerato cittadino dell’Unione chiunque possieda la cittadinanza di uno Stato membro dell’UE. In questo modo furono rafforzati ed estesi i diritti di circolazione, stabilimento e soggiorno e ne nacquero di nuovi come quelli relativi al diritto di elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative ed europee.

La rappresentanza dell’Unione nelle sedi internazionali venne attribuita al Presidente del Consiglio dell’Unione Europea ed all’Alto Rappresentante dell’Unione per la Politica estera e la sicurezza comune, carica istituita successivamente con il Trattato di Amsterdam.

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