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La Germania "motore" dell'Unione Europea

di: Marco De Luca

Mi chiamo Marco De Luca, ho 25 anni e studio Relazioni Internazionali all’Università Federico II di Napoli. Nel mio intervento in questo Blog vorrei pubblicare alcuni passaggi che ho scritto nella mia Tesi di Laurea Triennale,

che riguardava la riunificazione della Germania e gli effetti geopolitici che essa ha prodotto nel continente europeo, in primo luogo la trasformazione della Comunità Economica Europea nell’odierna Unione Europea.

Ho scelto questo argomento per la mia Tesi di Laurea perché l’ho trovato di grande interesse ed attualità politica, infatti gli esiti delle importanti scelte che furono prese dagli attori politici in quel momento storico si protraggono ancora ai giorni nostri; quindi mi piacerebbe condividere alcune parti del mio lavoro di ricerca.

Gli anni compresi tra il 1989 e il 1992 sono stati fondamentali per la storia della Germania e dell’Europa, poiché hanno visto cambiare radicalmente il sistema politico ed economico europeo, nonché lo scenario mondiale che si era delineato fino ad allora.

La caduta del muro di Berlino e la riunificazione della Germania accelerarono il processo di rilancio dell’integrazione europea e vi impressero anche una nuova direzione mutando gli equilibri sui quali la costruzione dell’Europa si era basata per oltre quarant’anni.

La fine della guerra fredda e la disgregazione dei regimi socialisti nell’Europa orientale ebbero ripercussioni importanti sul trattato CEE allora in vigore, facendo riemergere gli antichi timori di una Germania unita, forte, libera dai condizionamenti del passato, che andava contenuta in una struttura comunitaria più solida.

La questione tedesca suscitò, non solo nell’Est europeo ma anche in occidente, diverse preoccupazioni. Gli analisti politici di allora temevano l’abbandono da parte della Germania delle politiche multilaterali che fino a quel momento avevano caratterizzato i rapporti internazionali del paese, paventavano una destabilizzazione dell’Europa centro-orientale nonché la possibilità di un allentamento dei vincoli con la CEE e con il Patto di difesa Atlantico della NATO.

Il 21 novembre 1990 fu firmata la Carta di Parigi per una nuova Europa, che ufficializzò la fine della guerra fredda e conferì un nuovo assetto alle relazioni internazionali. Gli Stati Uniti erano l’unica superpotenza rimasta con aspirazioni globali. La disgregazione dell’URSS aveva lasciato infatti un vuoto di potere nel continente europeo che poteva essere colmato proprio dalla stessa Germania.

Per quanto l’unione delle ‘due Germanie’ sia avvenuta non senza difficoltà e sacrifici interni, dovuti alla impellente necessità di incorporare e integrare i Länder orientali, separati per decenni dalla Repubblica Federale ed economicamente arretrati rispetto ai Länder occidentali, la forza del paese spaventava gli altri stati europei. Per questa ragione la Germania ha dovuto fornire garanzie ai principali Paesi europei, fra tutti Francia e Regno Unito, che consideravano la riunificazione come l’inizio di una possibile egemonia tedesca in Europa. In quest’ottica lo stesso Cancelliere Federale Helmut Kohl, ‘padre’ della riunificazione tedesca, affermò in più occasioni la necessità di creare una Germania europea e non un’Europa tedesca.

Per contenere la forza economica della Repubblica Federale Tedesca, la Francia assunse immediatamente il ruolo di partner strategico, aiutata anche dalla contiguità territoriale. L’asse franco-tedesco ha costituito il perno per la realizzazione del progetto europeo, ma questo non ha evitato che la Repubblica Federale Tedesca acquisisse ugualmente un peso tale da riuscire a definire le politiche monetarie e bancarie dell’Unione Europea. La Bundesbank fu infatti il modello per la costituzione della Banca Centrale Europea e il Marco tedesco la valuta di riferimento al momento dell’introduzione dell’Euro.

Da un punto di vista più politico la riunificazione della Germania e la caduta del regime sovietico e delle sue alleanza, nonché il rafforzamento dell’immagine degli USA come unica grande potenza politica e commerciale, promosse un confronto tra i Paesi aderenti alla CEE sulla necessità di trasformare la Comunità economica in una vera e propria Organizzazione politica.

La spinta verso un’unione politica di natura federale fu dunque determinata sia dalla necessità di costruire un supporto politico ed istituzionale all’unione monetaria che dall’esigenza di elaborare una politica unitaria nella nuova realtà europea, dopo lo scioglimento del blocco sovietico.

Motore di questa nuova visione europea fu la Germania, poiché proprio la sua riunificazione creò le condizioni per dare nuovo impulso al progetto europeo, nato nel secondo dopoguerra, ma oramai non più attuale. Va riconosciuto infatti il legame che unisce i due eventi: non avrebbe potuto esserci l’unità della Germania senza che essa fosse inserita in un contesto politico europeo, che prevedeva un riassetto generale del continente, ma allo stesso tempo la nascita dell’Unione Europea poteva essere possibile soltanto in relazione ad uno stato tedesco forte e coeso al centro del continente.

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