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I Sistemi Informativi Terrotoriali nelle Pubbliche Amministrazioni

di: Ferdinando Maria Musto *

Il progresso tecnologico degli ultimi anni ha favorito l’evoluzione dell’e-government, ossia della digitalizzazione e dematerializzazione delle procedure amministrative della Pubblica Amministrazione.

 Le trasformazioni e le diverse implementazioni di soluzioni digitali non si sono limitate all’introduzione di nuovi strumenti o tecnologie, ma hanno veicolato un rinnovato concetto dell’intera struttura operativa. È necessario che sussista una nuova mentalità digitale, che consti di specifici paradigmi di apertura, centralità dell’utente, co-creazione, semplicità e tempestività. Di conseguenza, ogni Pubblica Amministrazione (per un migliore svolgimento dei propri compiti istituzionali) ha la necessità di dotarsi anche di una propria piattaforma informatica in rete per la creazione, l’organizzazione, la condivisione e la diffusione di informazioni (open data). Oltretutto, le PA devono essere in grado di operare al meglio anche nell’offerta dei servizi geografici, utilizzando mappe e applicazioni online rese accessibili da desktop, web, smartphone e tablet.
Particolare attenzione si pone oggi in merito alla gestione digitale dell’informazione territoriale dato. Il concetto di open data si estrinseca molto semplicemente attraverso la spiegazione dei termini che lo compongono: con data si intende un’informazione oggetto di scambio, mentre con open si vuole evidenziare la sua totale accessibilità per chiunque.
Il dato territoriale ha una componente spaziale, geograficamente localizzata, e una tabellare o alfanumerica, che viene elaborata attraverso tecniche basate sui sistemi informativi geografici SIT (Sistema Informativo Territoriale). Dunque, si deduce che la maggior parte delle banche dati esistenti contiene di fatto dati territoriali (indirizzi, nomi di località, regioni o stati, codici postali, ecc.).
Il dato territoriale può quindi essere utilizzato, oltre che per il contenuto informativo che rappresenta, anche per connettere indicazioni provenienti da fonti diverse. Inoltre tali dati vengono arricchiti, e viene resa più agevole la fruizione, operando attraverso sistemi completamente automatizzati. Oggi la maggiore disponibilità di open data ha ottimizzato la capacità di consultazione, gestione e pubblicazione di banche dati territoriali grafiche e alfanumeriche tramite la rete webgis. Questo sistema possiede un database soggetto ad un costante aggiornamento, effettuato in tempo reale. I dati vengono gestiti da un sistema informativo territoriale SIT, il quale permette agli utenti di consultare i dati geografici e tematici. In questo modo viene consentito ai cittadini di monitorare personalmente l’avanzamento degli iter amministrativi che li riguardano, la trasmissione di richieste, e la ricezione di documenti e comunicazioni con le pubbliche amministrazioni.
Ogni Pubblica Amministrazione è titolare di banche dati concepite per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali, spesso costituite da una rappresentazione virtuale del territorio o di alcune sue componenti, oppure da eventi georeferenziati (rete idrografica, eventi calamitosi, ecc.).
La disponibilità di banche dati, relazionate tra di loro e gestite da un database la cui struttura è progettata per i compiti e le caratteristiche di ogni PA (Comuni, Unioni di Comuni, Province, ULSS, ecc.), consente di utilizzare una piattaforma SIT per le analisi territoriali, anche nel caso in cui queste risultino molto complesse. Grazie a tali informazioni (analisi di trend, analisi clustering, analisi spazio-temporali, ecc.) si possono prendere decisioni grazie alle quali pianificare sistemi di reporting, monitoraggio, allerta, e tanto altro.
Lo strumento informatico SIT, sviluppato in ambiente GIS (Geographical Information System), costituisce un insieme organizzato di hardware, software, dati e persone, funzionale all’elaborazione di dati e informazioni. (Burrough, 1986).
In ambiente GIS è possibile predisporre informazioni di tipo qualitativo e descrittivo, collegandole a dati di tipo geometrico geo-referenziati, tramite consultazioni cartografiche e analisi territoriali a supporto delle decisioni (sia che siano strategiche o operative). È inoltre possibile effettuare analisi spaziali e topologiche, aggiornando e implementando dati e informazioni inerenti il territorio.
Nel campo della pianificazione territoriale, la costruzione del quadro conoscitivo (fase iniziale e propedeutica del procedimento) coincide con il momento di raccolta ed organizzazione dei numerosi dati del territorio gestiti in ambiente GIS, proprio per garantire la gestione e l’aggiornamento dei dati per le esigenze della prassi urbanistica. Lo scopo è quello di realizzare una banca dati informatizzata geodatabase, utile nelle fasi successive di pianificazione e progettazione.
I dati spaziali relativi al territorio (ambientali, infrastrutturali, insediativi, catastali, etc.) utilizzati nel sistema GIS possono essere di tipo vettoriale o raster, e sono connessi in modo da poter essere collegati tra loro per restituire informazioni ricavabili solo come esito della sovrapposizione di più livelli informativi.
Il servizio di consultazione on-line webgis (o geoportale) è uno strumento di facile accessibilità, e risulta particolarmente importante in quanto consente l’accesso diretto ai dati di conoscenza e di gestione del territorio posseduti dall’amministrazione. Permette poi di osservare direttamente alcuni stati di fatto, come ad esempio la destinazione urbanistica di una determinata area, ottenendo direttamente un certificato con tutte le informazioni che lo stesso contempla normalmente, valido quanto meno per alcuni usi. Essendo tutto il sistema imperniato su base GIS, è evidente che tutte le procedure e le pratiche eseguite vengono automaticamente georeferite e posizionate correttamente sotto il profilo geografico. Anche laddove l’utente non indicasse la localizzazione dell’oggetto della richiesta, la stessa può essere ricavata in maniera automatica attraverso lo sportello telematico. La disponibilità del GIS assicura delle performances sul trattamento delle informazioni territoriali di elevata utilità, sia per l’amministrazione che per l’utente, non solo in relazione alle richieste a sportello, ma anche per quanto concerne altri aspetti legati alla normale attività di un comune (lavori pubblici, trasporti, percorsi degli scuola-bus e autobus, raccolta dei rifiuti, ecc.).
Di seguito si riporta un layout del processo di richiesta telematico con una P.A. (da G. Scanu).
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E’ maturata in noi, sempre di più, la consapevolezza che oggi i SIT e, più in generale, gli strumenti di informazione geografica sono stati adottati come nuovi strumenti legati al territorio a alla sua rappresentazione. Generazioni di amministratori e tecnici avrebbero fatto tutto ciò che era in loro potere pur di avere uno strumento come questo.


* Responsabile del laboratorio applicativo e sperimentale per l'assetto e la salvaguardia del territorio "GEOLAB"; Responsabile Tecnico e Scientifico della Rete Metereologica Del Centro "Raffaele D'ambrosio"
Riferimenti bibliografici: 
- Biallo G. (2005), Introduzione ai Sistemi Informativi Geografici, MondoGIS.
- Burrough P.A. (1986), Principles of Geographical Information System for Land Resources Assessment, Oxford University Press, Oxford.
- Scanu G et alii (2013), digital innovation in land management. Gis and webgis: simplifying and undoing red tape, Bollettino A.I.C. 149/2013

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